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LA
NATURA: I CALANCHI |
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I Calanchi,
da molti scrittori sono paragonati a bolge dantesche. Il fenomeno
erosivo degli agenti atmosferici, tipiche della zona di Atri e del
territorio di Siena, sfidano tuttora le tecniche più avanzate,
tanto che le moderne risorse nulla possono per arginarli e sconfiggerli.
Chiamati "scremoni" sono burroni composti di argilla pliocenica,
la cui profondità raggiunge i trecento metri ed oltre, apportando
sul fondo chiare colate di fango. La rada vegggetazione unita al
biancore dei sedimenti, danno al paesaggio un aspetto lunare. Con
legge regionale, sono stati dichiarati riserva naturale.
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I Calanchi |
RISERVA DEI CALANCHI
La commissione per la conservazione della Natura e delle Risorse del Consiglio
Nazionale delle Ricerche, nel suo "Programma di ricerca territoriale
sulle aree naturali da proteggere" elaborato in collaborazione con
la Direzione generale del Coordinamento territoriale del Ministero dei Lavori
Pubblici, nella "Carta regionale dei Biotipi", pubblicata nel
1996, per la provincia di Teramo segnalava, tra gli altri biotipi, i "Calanchi
di Atri" sottolineandone l'interesse geomorfologico e vegetazionale.
Queste segnalazioni sono state fatte proprie dal Progetto Parchi della Regione
Abruzzo, che nei volumi "Ipotesi di un Sistema Regionale di Parchi
e Riserve Naturali " pubblicati nel 1984 per illustrare la ricerca,
al primo Tomo segnalava, tra le Riserve Naturali da istituire in Abruzzo,
quella dei "Calanchi di Atri", considerando una superficie molto
ampia all'interno della quale individuare l'area destinata a Riserva Naturale.
La sensibilità accresciuta verso la tutela del nostro territorio,
sicuramente generata dal dibattito in ambito nazionale e regionale, a sua
volta favorito dalla pubblicistica divulgativa e scientifica, è stata
fondamentale nella istituzione della Riserva Naturale "Calanchi di
Atri", sancita con Legge Regionale n.58 del 20 Aprile 1995.
La legge istitutiva, individua un'area di circa 380 ettari, che affidata
in gestione al Comune che a sua volta lo ha affidato al WWF Abruzzo.
L'area della Riserva Naturale dei Calanchi di Atri, ricade nella fascia
pede-appenninica dell'Abruzzo adriatico, costituita da una serie di rilievi
collinari arenaceo-marnosi ed argilloso-sabbiosi, che si elevano fra la
catena carbonatica del Gran Sasso d'Italia e la linea di costa.
I calanchi della Riserva, noti anche come "le Bolge" di Atri,
costituiscono la forma più suggestiva e spettacolare del paesaggio
collinare adriatico, e si estende per circa 380 ettari, appena ad Ovest
e Sud-Ovest di Atri, quest'ultimo ubicato sulla sommità di un rilievo
a 444 mestri sul livello del mare. Le morfologie calanchive sono distribuite
prevalentemente sul versante della sinistra idrografica del bacino del torrente
Piomba, che scorre appena a meridione dell'area in studio con andamento
all'incirca NW-SE. Solo il settore più settentrionale della Riserva
ricade invece nella porzione più elevata del piccolo bacino del torrente
Calvano.
La Riserva dei Calanchi di Atri è stata istituita con L.R. n.58 del
20/04/1995. Con delibera consiliare n.24 del 9/4/99 la sua gestione è
stata affidata al WWF- ONLUS Sezione Regionale Abruzzo.
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